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10 trucchi per… imparare a scattare foto migliori – SECONDA PARTE

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10 trucchi per… imparare a scattare foto migliori – SECONDA PARTE

Posted on 17 novembre 2012 by admin

Eccoci di nuovo qui con la seconda parte dell’articolo nel quale vi offriamo alcuni piccoli consigli per muovere i primi passi nel mondo della fotografia. Nei primi cinque suggerimenti abbiamo parlato della luce e di quanto questa sia importante, abbiamo parlato della necessità di evitare l’eccessivo affollamento nelle foto e visto cos’è e come evitare il micromosso. Abbiamo parlato anche di messa a fuoco e inquadratura. Oggi proseguiamo il discorso con altri interessanti argomenti…

6 Fotografia: meglio pensarla o scattare d’istinto?

La fotografia è una forma d’arte, almeno secondo alcuni, per cui non è fatta solo di istinto e genialità, ma anche di tecnica e studio. Una foto può essere studiata e impostata a tavolino, così come può essere frutto del momento. In entrambi i casi si possono portare a casa risultati straordinari.
Quando si realizza una foto in studio, o comunque a soggetti statici come un paesaggio o un edificio, non scattate subito dopo aver portato la fotocamera all’occhio, ma prendetevi tutto il tempo necessario a scegliere la miglior inquadratura, la luce più suggestiva e la composizione più adatta al soggetto.
Se invece state fotografando soggetti in movimento, ad esempio una festa di bambini (terribile!) oppure una gara automobilistica, il tempo necessario per “pensare” lo scatto è prossimo allo zero. In questi casi meglio fare qualche prova prima dell’evento, e affidarsi agli automatismi della fotocamera, piuttosto che decidere di impostare tutto in manuale.

Passo6-FotoStudiate

Un’appostamento durato mezz’ora ha permesso la realizzazione di questo bel primo piano di una lucertola…

7 Ombra, per favore vai via…

Alla base di tutto c’è la luce, come dicevamo al primo passo di questo breve decalogo. Se la luce manca, il soggetto rischia di diventare illeggibile sulla foto. Immaginate di fotografare la vostra ragazza di sera, con il tramonto alle spalle. Quasi certamente il risultato sarà che tanto più basso sarà il sole, tanto più scura sarà la vostra ragazza. In questi casi, il controluce produce il cosiddetto “effetto silhouette”, ovvero una foto nella quale il soggetto è completamente nero, mentre lo sfondo è perfettamente leggibile.
Questo accade perché la quantità di luce che illumina la parte del soggetto rivolta verso la fotocamera (il viso, ad esempio), è molto inferiore rispetto alla quantità di luce che illumina lo sfondo.
Se volete realizzare una silhouette, allora va tutto bene, ma se volete anche riprendere il volto della vostra ragazza e il suo radioso sorriso, allora dovete utilizzare il flash. Non necessariamente questo dev’essere esterno: spesso va bene anche il semplice flash incorporato nella fotocamera per ottenere buoni risultati.
Il problema, in questo caso, è che per ottenere risultati soddisfacenti occorre essere piuttosto vicini al soggetto, soprattutto se si scatta in controluce d’estate, quando la luce del sole è ancora tanta.

Passo7-Silhouette

Con il sole basso sull’orizzonte è semplice ottenere un effetto silhouette perfetto. In questo caso, il contorno dei capelli illuminato sul soggetto più piccolo offre un tocco di luce in più, che non guasta mai

8 Colore, stupore

Perché, a volte, i colori che sono presenti nelle foto sono così diversi da quelli reali? Semplice: perché ancora oggi (e probabilmente per molto, molto tempo a venire) i nostri occhi e il nostro cervello sono molto più sensibili e intelligenti di qualunque sensore e processore d’immagine esistenti.
Il nostro cervello compensa automaticamente eventuali toni dominanti presenti nell’ambiente visualizzato, mentre la fotocamera non effettua la stessa compensazione. Per questo, ad esempio, scattando sulla spiaggia si rischia di avere foto con forti dominanti blu o arancio. Il solo consiglio che possiamo darvi a proposito dei colori è quello di fare in modo di non scattare foto, soprattutto se a persone, in presenza di forti dominanti di colore. Ad esempio, sotto un pergolato o degli alberi, soprattutto durante le ore con più luce, accanto a mura o altri elementi che siano dipinti con colori accesi o, ancora, vicino o accanto a tettorie realizzate con elementi di vetro o plexiglass colorati.

Passo8-Colore

La presenza del sole nello scatto ha causato la presenza di una intensa colorazione giallo-oro. Gradevole, ma in effetti è pur sempre un errore della fotocamera!

9 La prima regola è… non avere regole (o quasi)

In fotografia esistono due regole fondamentali che guidano la composizione delle scene e la disposizione dei soggetti all’interno dell’inquadratura. La più universalmente nota e seguita è la regola dei terzi, quella meno nota, ma per certi versi molto più interessante è la regola della sezione aurea.
Per la regola dei terzi, una composizione è corretta se, immaginando l’inquadratura suddivisa in tre parti orizzontali e tre verticali di uguali dimensioni, il soggetto della foto si trova su una delle linee di divisione e occupa i due terzi dell’immagine, lasciando il resto alla parte che interessa di meno.
La sezione aurea, invece, è una regola ancora più elaborata. In effetti si potrebbe dire che la regola dei terzi sia una semplificazione della regola della sezione aurea.
La regola della sezione aurea è abbastanza complicata da spiegare ed applicare, per cui non la approfondiremo, lasciando alla vostra curiosità il compito di fare il resto. Sappiate comunque, che per ottenere il risultato più armonico possibile nella regola della sezione aurea, il soggetto della fotografia dovrebbe essere disposto lungo le linee di forza di una spirale di Fibonacci.

Passo9-RegolaTerzi

Per entrambe le immagini mostrate in questo esempio il soggetto si trova lungo una delle linee di forza (le linee orizzontali o verticali) dello scatto. Un ottimo modo di applicare la regola dei terzi. (Clicca per ingrandire)

10 Scatta, scatta, scatta…

La paura di sbagliare una foto aveva ragione d’esistere quando si utilizzavano le fotocamere a pellicola. In quel caso, ogni scatto sbagliato equivaleva ad una foto da buttare, quindi a soldi sprecati, Oggi, invece, con le reflex digitali il costo di uno scatto sbagliato è pari solo al tempo che ci si impiega per aprirlo sul computer e cancellarlo.
Questo vuol dire che più foto scattate, più potrete imparare dai vostri errori. Dopo ogni sessione fotografica, difatti, prendetevi del tempo per riguardare con calma ciò che avete fatto e per analizzare criticamente le foto. Dagli errori si impara sempre: chiedetevi se la luce potesse essere migliorata, se si poteva impiegare un obiettivo diverso o inquadrare la scena in modo più creativo. Provate, inoltre, tutte le impostazioni della fotocamera. Non limitatevi alle classiche impostazioni automatiche o alle modalità P, A e S, ma sperimentate le impostazioni manuali. Scoprirete ben presto come queste possano contribuire a migliorare notevolmente la qualità dei vostri scatti. E ovviamente leggete molto.

Passo10-Scatta

Anche una foto scattata per caso, giusto per “vedere l’effetto che fa”, può diventare una bella foto.

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10 trucchi per… imparare a scattare foto migliori – PRIMA PARTE

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10 trucchi per… imparare a scattare foto migliori – PRIMA PARTE

Posted on 16 novembre 2012 by admin

Una delle cose più interessanti da fotografare è senza ombra di dubbio il volto umano. Espressioni di sorpresa, smorfie, sorrisi appena accennati, rughe e imperfezioni varie rendono ciascun volto una tela d’autore degna di essere immortalata. E i panorami? Come dimenticare celebri foto di savane, deserti o paesaggi tropicali. E la street photography? E…

Calma: per scattare delle fotografie degne di essere ricordate si deve partire gradualmente. Le cose non sono mai così semplici come si crede. Ecco qualche utile suggerimento. Diciamo subito che la vera differenza tra un fotografo professionista e un fotoamatore spesso non è nell’attrezzatura, ma nella sensibilità artistica, nella conoscenza della tecnica e, cosa ancora più interessante, nell’occhio. Il cosiddetto “occhio fotografico” non è cosa da molti: solo in pochi, difatti, nascono o sviluppano la capacità di “inquadrare” e pensare lo scatto in maniera fotografica. A parità di conoscenze tecniche, è proprio questo che differenzia un grande fotografo da un buon fotografo, che magari sarà tecnicamente perfetto, ma non riesce a “dare anima” alle proprie foto. Noi non possiamo far nulla per sviluppare in voi quest’occhio fotografico, ma un po’ di suggerimenti tecnici possiamo darveli. E ben volentieri, peraltro…

1 Alla base di tutto c’è la luce.

Ricordatevi, che se “fotografia” significa “scrivere con la luce”, un motivo ci sarà. Quando si scatta una fotografia, che sia un ritratto, un panorama o qualsiasi altro soggetto, la prima cosa da considerare è la luce che la illumina. Per i soggetti è preferibile evitare che la luce crei ombre troppo dure sul volto e sul collo, per cui meglio scattare con luce non laterale e magari utilizzando un pannello riflettente argentato (o dorato, se preferite “riscaldare” la foto intensificando i toni caldi). A volte è addirittura meglio scattare con il sole alle spalle ed utilizzando uno o più flash per illuminare uniformemente il soggetto.
Una luce da evitare, soprattutto se ci si trova in estate o sulla neve, è quella intensa tipica delle ore centrali della giornata, intorno a mezzogiorno, per capirci. A quest’ora la luce raggiunge la sua massima intensità e crea ombre nitide e nette che non sempre sono gradevoli da vedere in foto. La gamma dinamica di una fotocamera reflex riesce a cogliere dettagli in un’ampiezza di circa 10 EV. Le migliori raggiungono anche i 13/14 EV, ma la differenza tra l’ombra proiettata da una casa e il cielo sereno di ferragosto può superare i 20 EV, per cui o si “brucia” il cielo, o si perdono i dettagli nelle ombre. Anche in questo caso, se proprio dovete scattare, il flash può dare una mano. Per questo in spiaggia, d’estate, a volte si vede il lampo di un flash anche quando sembrerebbe esserci fin troppa luce per fare foto.

Passo1-Ritratto

Uno dei più famosi ritratti moderni: il compianto Steve Jobs. Notate come in questo caso si sia voluta mantenere una zona in ombra (a destra) per rendere ancora più intrigante l’espressione

2 Una foto, un soggetto

Partiamo da un dato di fatto. Tranne qualche eccezione, la confusione dà fastidio. Se si esclude la serata in discoteca o al pub con gli amici, le feste in piazza e poche altre occasioni, è meglio quando il soggetto del nostro interesse è uno.
L’errore che molti fanno quando scattano una foto è quello di non pensare a come mettere in evidenza il soggetto. Volete scattare una foto alla vostra fidanzata per ricordarvi del viaggio alle Eolie? Non cercate di inquadrare tutto il suo metro e ottanta mentre vi trovate in piazza assieme ad altre ennemila persone. Se siete in luoghi affollati cercate uno sfondo uniforme e isolate il volto, ad esempio, se volete una foto che ritragga anche il panorama, fate in modo che il soggetto sia su un lato della foto, ma senza che attorno ad esso vi siano altri elementi che possano catalizzare l’attenzione. Distinguete, insomma, le foto da “reportage del viaggiatore”, da quelle nelle quali volete mettere in evidenza un soggetto. Inutile farvi fotografare in mezzo a Piazza Sam Marco a figura intera: piuttosto fate avvicinare l’amico che vi fa lo scatto e cercate di inquadrare un elemento caratteristico del luogo e i vostri mezzobusti o solo i volti.
Non è semplice, ma neanche tanto difficile e il risultato è garantito!

Passo2-Soggetto

Qual è il soggetto in questa foto? Il castello del parco, oppure il bambino che sta per scendere dallo scivolo?

3 Per piacere non tremare!

Con gli obiettivi normali (ad esempio il 18-55mm) solitamente non ci sono problemi, ma se utilizzate uno zoom esteso, ad esempio un 70-300, e non riuscite a tenere ben ferma la fotocamera, stabilizzatore o non stabilizzatore, le foto verranno, nella migliore della ipotesi, poco nitide. Questo è causato da un fenomeno chiamato “micromosso”, e causato dalle inevitabili vibrazioni innescate sulla fotocamera dal movimento stesso del dito che clicca sul pulsante di scatto.
Come fare per evitarlo? Inspirare prima di scattare, poi trattenere brevemente il respiro mentre si scatta, tenere ben salda la fotocamera con entrambe le mani, una delle quali andrebbe sotto il corpo macchina, oppure usare un monopiede.
Un monopiede è una sorta di cavalletto a bastone sul quale viene avvitata la fotocamera. Prima di scattare lo si appoggia saldamente a terra e questo riduce notevolmente le vibrazioni e il mosso. In alternativa si può usare il trucco dello spago. Basta legare uno spago abbastanza robusto ad una vite e inserirla nel foro nel quale si fissa normalmente il treppiede, poi passare lo spago sotto un piede e tenderlo portando la fotocamera in posizione di scatto. Durante lo scatto continuate a tirare verso l’alto tenendo fermo lo spago con la scarpa. È una sorta di monopiede artigianale al contrario, ma vi assicuro che nella quasi totalità dei casi funziona molto bene in situazioni di emergenza.
Occhio a non tirare troppo: se lo spago scivola all’improvviso a farne le spese potrebbero essere il vostro occhio e la fotocamera!

Passo3-Micromosso

La stessa foto scattata su un cavalletto e a mano. nel particolare ritagliato si nota come scattare a mano possa portare a del micromosso nell’immagine. Se si guarda l’immagine nel complesso pare buona, ma con un minimo d’attenzione si nota la minor presenza di dettagli. (Clicca per ingrandire)

4 Se non è il micromosso… è la messa a fuoco!

Quando si scatta una foto occorre fare attenzione a quello che la fotocamera riconosce come punto di messa a fuoco. Il sistema AF delle fotocamere non è uguale per tutte. Le reflex di fascia bassa solitamente hanno sistemi AF con un numero di punti “sensibili” che varia tra i sette e gli undici, mentre non è raro andare oltre i cinquanta punti AF per le fotocamere di fascia alta.
Per intenderci, i punti di messa a fuoco, o punti AF, sono quei puntini o crocini visibili nell’obiettivo della fotocamera. Quando inquadrate un soggetto, cercate di utilizzare i punti AF centrali, solitamente più sensibili e precisi rispetto a quelli laterali. Vi accorgete del punto in cui la fotocamera mette a fuoco perché premendo a metà il pulsante di scatto questo verrà illuminato di rosso per un breve istante e sentirete un “bip” che comunica l’avvenuta messa a fuoco. Se vi accorgete che la macchina non ha messo a fuoco dove volevate, alzate il dito dal pulsante di scatto e riprovate, magari spostando leggermente l’inquadratura.
Piccola nota: dopo aver premuto a metà corsa il pulsante di scatto e aver messo a fuoco è possibile, sempre tenendo premuto il pulsante, spostare l’inquadratura tenendo fissa la messa a fuoco già effettuata.

Passo4-Messaafuoco

Ecco cosa si vede nel mirino della fotocamera. I pallini neri sono i punti AF

5 Inquadratura: dal basso verso l’alto, dall’alto verso il basso…

Ho diversi amici che hanno acquistato una fotocamera per immortalare i propri figli. Quasi tutti, però, quando scattano commettono un errore molto comune: rimangono in piedi.
In effetti, rimanere in piedi non è un errore di per sé, ma lo diventa se il soggetto è più basso di noi. Se fotografate un bambino, dovete porvi alla sua stessa altezza. Non è un caso se nei servizi vedere i fotografi prendere pose a volte assurde o mettersi in ginocchio, sdraiati a terra o seduti. Non è che si stiano divertendosi: stanno solo facendo (bene) il loro lavoro.
Meno negative le foto scattate con una inquadratura che va dal basso verso l’alto. Questo tipo di inquadratura viene utilizzato spesso per slanciare un soggetto… non troppo alto!

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Bianco e nero selettivo: guida rapida per principianti

Posted on 10 settembre 2011 by admin

È innegabile che le foto in bianco e nero abbiano un loro fascino particolare. Sarà per quell’aspetto retrò, sarà per quelle ombre così marcate, sarà per qualche altro motivo, ma a me il bianco e nero fa sempre un certo effetto. Continue Reading

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TimeLapse

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La guida completa al Time Lapse

Posted on 21 agosto 2011 by admin

La tecnica del Time Lapse si sta diffondendo a macchia d’olio e cattura sempre più fans. In pratica si tratta di realizzare un filmato composto da scatti realizzati ad intervalli di tempo che possono essere sia costanti che variabili e che in pochi minuti condensano lo scorrere del tempo anche di diverse ore. In pratica si tratta di realizzare un filmato in cui un lasso di tempo generalmente elevato viene compresso in pochi istanti o al massimo in qualche minuto. Continue Reading

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Telemetro

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10 trucchi per… usare al meglio la Nikon D3100 e la D5100

Posted on 17 agosto 2011 by admin

Tra le fotocamera attuali, due tra le più apprezzate e vendute sono le Nikon D3100 e D5100. La prima è una entry level con sensore da 14,2 megapixel e possibilità di realizzare filmati in Full HD, mentre la D5100 ha in più il display ad angolazione variabile, il D-Movie, la possibilità di realizzare foto HDR e qualche altra sofisticazione. Vediamo come possiamo fare per utilizzare al meglio queste due fotocamere fin dal primo giorno… Continue Reading

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Polvere

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Polvere sul sensore? Ecco come la fanno sparire i centri assistenza!

Posted on 16 agosto 2011 by admin

La polvere e lo sporco in generale sono problemi insidiosi: puoi provare a evitarli, ma prima o poi te li ritroverai nella tua reflex e si depositeranno là, proprio nel bel mezzo del sensore, facendo apparire sulla tua reflex tanti bei circoletti e trattini sfocati proprio come hanno fatto sulla mia fotocamera. È inevitabile: basta cambiare l’obiettivo anche solo una volta per rischiare di incorrere in questo problema… Continue Reading

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ISO

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5 trucchi per… scattare immagini nitide e ricche di dettagli

Posted on 11 agosto 2011 by admin

Questa consideriamola pure come la prima parte di un mini-corso in due puntate. In questa prima parte vediamo come si possa lavorare in fase di scatto e preparazione allo scatto per ottimizzare i parametri che possono garantirci foto che nulla hanno a che invidiare a quelle dei professionisti in quanto a nitidezza e ricchezza di dettagli. Il nostro scopo è quello di fornirvi le basi per sfruttare al meglio il corredo in vostro possesso, capire le potenzialità dell’obiettivo che avete montato in camera e regolare i parametri di scatto di conseguenza.
Nella prossima puntata, invece, vedremo come migliorare ulteriormente gli scatti una volta che li abbiamo scaricati sul nostro computer. Siete pronti? Si parte… Continue Reading

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Bokeh_Ridotto

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In pratica – Il diaframma: cos’e’ e come si puo’ sfruttare al meglio la Modalita’ A delle Reflex

Posted on 09 agosto 2011 by admin

Scattare una foto è facile: basta inquadrare il soggetto e premere il pulsante di scatto. Ma questa semplice operazione mette in funzione una serie di “ingranaggi” meccanici, ottici, fisici e mentali tali che il solo pensare di spiegarli va oltre la mia immaginazione.
Però possiamo provarci, partendo da un elemento di base: il diaframma. Perché voglio parlare del diaframma prima di qualunque altra cosa? Semplice, perché se si esclude la normale perdita dovuta alle lenti, il diaframma è l’unico ostacolo fisico nel percorso che i raggi di luce devono fare per giungere fino ad “impressionare” il sensore della nostra reflex, o la pellicola, se siamo tradizionalisti.
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Scattare_in_Raw

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Perche’ e’ sempre meglio scattare in RAW?

Posted on 31 luglio 2011 by admin

Ci sono molte opinioni contrastanti sui vari forum dedicati alla fotografia sul fatto che sia meglio scattare direttamente in JPEG piuttosto che non in RAW. In effetti, salvare direttamente in JPEG è quello che può essere definito un processo “distruttivo” per alcune informazioni che la fotocamera salva assieme alla foto, cosa che invece non avviene scattando in RAW. Continue Reading

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Rimozione del Purple Fringing – Risultato Finale

Purple Fringing: cos’e’ e come eliminarlo dalle nostre foto

Posted on 14 luglio 2011 by admin

Il Purple Fringing è un fenomeno cromatico piuttosto comune ed è causato dalle microlenti posizionate davanti ai fotositi del sensore. In questo breve tutorial scopriremo come si può eliminare o limitare fortemente il problema in… un flash! Continue Reading

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