Eccoci di nuovo qui con la seconda parte dell’articolo nel quale vi offriamo alcuni piccoli consigli per muovere i primi passi nel mondo della fotografia. Nei primi cinque suggerimenti abbiamo parlato della luce e di quanto questa sia importante, abbiamo parlato della necessità di evitare l’eccessivo affollamento nelle foto e visto cos’è e come evitare il micromosso. Abbiamo parlato anche di messa a fuoco e inquadratura. Oggi proseguiamo il discorso con altri interessanti argomenti…
6 Fotografia: meglio pensarla o scattare d’istinto?
La fotografia è una forma d’arte, almeno secondo alcuni, per cui non è fatta solo di istinto e genialità, ma anche di tecnica e studio. Una foto può essere studiata e impostata a tavolino, così come può essere frutto del momento. In entrambi i casi si possono portare a casa risultati straordinari.
Quando si realizza una foto in studio, o comunque a soggetti statici come un paesaggio o un edificio, non scattate subito dopo aver portato la fotocamera all’occhio, ma prendetevi tutto il tempo necessario a scegliere la miglior inquadratura, la luce più suggestiva e la composizione più adatta al soggetto.
Se invece state fotografando soggetti in movimento, ad esempio una festa di bambini (terribile!) oppure una gara automobilistica, il tempo necessario per “pensare” lo scatto è prossimo allo zero. In questi casi meglio fare qualche prova prima dell’evento, e affidarsi agli automatismi della fotocamera, piuttosto che decidere di impostare tutto in manuale.

Un’appostamento durato mezz’ora ha permesso la realizzazione di questo bel primo piano di una lucertola…
7 Ombra, per favore vai via…
Alla base di tutto c’è la luce, come dicevamo al primo passo di questo breve decalogo. Se la luce manca, il soggetto rischia di diventare illeggibile sulla foto. Immaginate di fotografare la vostra ragazza di sera, con il tramonto alle spalle. Quasi certamente il risultato sarà che tanto più basso sarà il sole, tanto più scura sarà la vostra ragazza. In questi casi, il controluce produce il cosiddetto “effetto silhouette”, ovvero una foto nella quale il soggetto è completamente nero, mentre lo sfondo è perfettamente leggibile.
Questo accade perché la quantità di luce che illumina la parte del soggetto rivolta verso la fotocamera (il viso, ad esempio), è molto inferiore rispetto alla quantità di luce che illumina lo sfondo.
Se volete realizzare una silhouette, allora va tutto bene, ma se volete anche riprendere il volto della vostra ragazza e il suo radioso sorriso, allora dovete utilizzare il flash. Non necessariamente questo dev’essere esterno: spesso va bene anche il semplice flash incorporato nella fotocamera per ottenere buoni risultati.
Il problema, in questo caso, è che per ottenere risultati soddisfacenti occorre essere piuttosto vicini al soggetto, soprattutto se si scatta in controluce d’estate, quando la luce del sole è ancora tanta.

Con il sole basso sull’orizzonte è semplice ottenere un effetto silhouette perfetto. In questo caso, il contorno dei capelli illuminato sul soggetto più piccolo offre un tocco di luce in più, che non guasta mai
8 Colore, stupore
Perché, a volte, i colori che sono presenti nelle foto sono così diversi da quelli reali? Semplice: perché ancora oggi (e probabilmente per molto, molto tempo a venire) i nostri occhi e il nostro cervello sono molto più sensibili e intelligenti di qualunque sensore e processore d’immagine esistenti.
Il nostro cervello compensa automaticamente eventuali toni dominanti presenti nell’ambiente visualizzato, mentre la fotocamera non effettua la stessa compensazione. Per questo, ad esempio, scattando sulla spiaggia si rischia di avere foto con forti dominanti blu o arancio. Il solo consiglio che possiamo darvi a proposito dei colori è quello di fare in modo di non scattare foto, soprattutto se a persone, in presenza di forti dominanti di colore. Ad esempio, sotto un pergolato o degli alberi, soprattutto durante le ore con più luce, accanto a mura o altri elementi che siano dipinti con colori accesi o, ancora, vicino o accanto a tettorie realizzate con elementi di vetro o plexiglass colorati.

La presenza del sole nello scatto ha causato la presenza di una intensa colorazione giallo-oro. Gradevole, ma in effetti è pur sempre un errore della fotocamera!
9 La prima regola è… non avere regole (o quasi)
In fotografia esistono due regole fondamentali che guidano la composizione delle scene e la disposizione dei soggetti all’interno dell’inquadratura. La più universalmente nota e seguita è la regola dei terzi, quella meno nota, ma per certi versi molto più interessante è la regola della sezione aurea.
Per la regola dei terzi, una composizione è corretta se, immaginando l’inquadratura suddivisa in tre parti orizzontali e tre verticali di uguali dimensioni, il soggetto della foto si trova su una delle linee di divisione e occupa i due terzi dell’immagine, lasciando il resto alla parte che interessa di meno.
La sezione aurea, invece, è una regola ancora più elaborata. In effetti si potrebbe dire che la regola dei terzi sia una semplificazione della regola della sezione aurea.
La regola della sezione aurea è abbastanza complicata da spiegare ed applicare, per cui non la approfondiremo, lasciando alla vostra curiosità il compito di fare il resto. Sappiate comunque, che per ottenere il risultato più armonico possibile nella regola della sezione aurea, il soggetto della fotografia dovrebbe essere disposto lungo le linee di forza di una spirale di Fibonacci.

Per entrambe le immagini mostrate in questo esempio il soggetto si trova lungo una delle linee di forza (le linee orizzontali o verticali) dello scatto. Un ottimo modo di applicare la regola dei terzi. (Clicca per ingrandire)
10 Scatta, scatta, scatta…
La paura di sbagliare una foto aveva ragione d’esistere quando si utilizzavano le fotocamere a pellicola. In quel caso, ogni scatto sbagliato equivaleva ad una foto da buttare, quindi a soldi sprecati, Oggi, invece, con le reflex digitali il costo di uno scatto sbagliato è pari solo al tempo che ci si impiega per aprirlo sul computer e cancellarlo.
Questo vuol dire che più foto scattate, più potrete imparare dai vostri errori. Dopo ogni sessione fotografica, difatti, prendetevi del tempo per riguardare con calma ciò che avete fatto e per analizzare criticamente le foto. Dagli errori si impara sempre: chiedetevi se la luce potesse essere migliorata, se si poteva impiegare un obiettivo diverso o inquadrare la scena in modo più creativo. Provate, inoltre, tutte le impostazioni della fotocamera. Non limitatevi alle classiche impostazioni automatiche o alle modalità P, A e S, ma sperimentate le impostazioni manuali. Scoprirete ben presto come queste possano contribuire a migliorare notevolmente la qualità dei vostri scatti. E ovviamente leggete molto.

Anche una foto scattata per caso, giusto per “vedere l’effetto che fa”, può diventare una bella foto.










