L’obiettivo che vi propongo oggi non è recentissimo, ma è uno di quegli obiettivi dei quali vale la pena parlare, per via delle sue ottime qualità e perché, in questo periodo, potrebbe tornare decisamente utile per fare delle belle foto panoramiche.
L’obiettivo in prova è il Nikkor AF-S 12-24mm 1:4G ED, uno zoom ultra grandangolare, come lo definisce la stessa Nikon, la cui focale equivalente è di 18-36mm nel formato 35mm. Si tratta, eccezion fatta per i fish-eye, di uno prodotto che offre un angolo di campo (o angolo di copertura) variabile tra i 99° ottenibili a 12mm e i 61° registrati ai 24mm ed un rapporto di riproduzione massimo di 1:8,3; niente macro, quindi, nonostante la distanza di messa a fuoco minima sia di soli 30 centimetri.
Le specifiche costruttive parlano di 11 lenti in 7 gruppi, con la presenza di lenti in vetro ED che permettono di ridurre l’aberrazione cromatica, 3 lenti asferiche che cercano di minimizzare le distorsioni tipiche degli obiettivi grandangolari e il sistema di messa a fuoco SWM, proprietario di Nikon, che si è rivelato essere silenzioso e preciso in ogni condizione. Le lenti asferiche sono installate sia nella parte anteriore (2 lenti) che in coda (la terza), mentre le due lenti in vetro ED sono entrambe nella parte più vicina all’attacco della baionetta. Chi volesse acquistare qualche filtro per quest’obiettivo dovrà scegliere modelli da 77mm di diametro.
L’obiettivo viene venduto completo di tappo posteriore e paraluce HB-27. Il tappo anteriore e la borsetta morbida per il trasporto sono opzionali, o perlomeno sono riportate come tali sul sito Nikon; nell’esemplare da me provato non erano in dotazione. La ghiera per la messa a fuoco non è sul bordo esterno, come in alcuni obiettivi, ma vicina all’attacco con la fotocamera, forse anche troppo vicina, e subito dopo c’è la ghiera per la scelta della focale, più larga, in maggior rilievo e anche gommosa, per distinguerla nettamente da quella della MAF. La parte più esterna dell’obiettivo, quindi, quella con la filettatura sulla quale avvitare i filtri, non ruota con la messa a fuoco. Con questa conformazione delle ghiere, io che sono abituato a mettere a fuoco portando in automatico la mano verso l’esterno della lente, ho avuto qualche difficoltà iniziale di adattamento. Dopo qualche scatto viene naturale utilizzare l’accoppiata pollice-medio per spostare la ghiera della messa a fuoco e pollice-indice per la focale.
Qualche dubbio viene lasciato dall’attacco del paraluce, un po’ ballerino, ma niente di che. Per quanto riguarda la messa a fuoco c’è da dire che, contrariamente agli obiettivi economici, qui è disponibile sia la modalità M che corrisponde alla messa a fuoco full-manual, sia la M/A, che permette di mettere a fuoco velocemente sfruttando gli automatismi della fotocamera, per poi lasciare all’utente la possibilità di regolare “di fino” il punto di messa a fuoco, spostandosi in avanti o indietro rispetto a quello trovato dalla macchina. La messa a fuoco automatica, dal canto suo, è molto veloce, sia perch+ il motore SWM è davvero efficace, sia perché l’escursione dalla minima distanza di messa a fuoco (30 centimetri) ad infinito è piuttosto breve. Ultima nota sul peso: il 12-24mm in prova pesa 485 grammi, 150 grammi più dell’55-200mm f/4-5.6 AF-S VR DX NIKKOR e 130 grammi più dell’AF-S DX Micro NIKKOR 85mm f/3.5G ED VR. Se la qualità di un’ottica è anche funzione del peso, allora qui stiamo a posto.
Quest’ottica mostra i suoi limiti maggiori laddove invece potrebbe eccellere: a 12mm. Alla focale minima, difatti, fa la comparsa un po’ di vignettatura, che si attenua notevolmente sparendo quasi del tutto già utilizzando una focale di 15mm per poi svanire definitivamente dai 18mm in su. Particolarmente fastidiosa, invece è la vignettatura che viene a crearsi utilizzando il flash integrato nella reflex. Il 12-24 è un obiettivo particolarmente “corposo” e le sue dimensioni interferiscono pesantemente con il lampo del flash, per cui se vi capita di scattare qualche interno con lampeggiatore, sappiate che in basso avrete un cono d’ombra che copre circa 1/4 dell’altezza del fotogramma, con una estensione di circa 1/8 partendo dal centro. Assolutamente indispensabile utilizzare un flash esterno o montato su slitta.
È ovviamente presente un po’ di distorsione, che, anche in questo caso, è fastidiosa soprattutto scattando a 12mm, mentre man mano che si avanza nella scala delle focali a disposizione si azzera. A 24 millimetri l’immagine è praticamente perfetta, con solo un accenno di pincushion, facilmente recuperabile con gli strumenti di CaptureNX, ad esempio, mentre a 12mm anche utilizzando la correzione distorsione di CaptureNX, rimane comunque un minimo di “effetto botte”. Ovviamente, la cosa era ampiamente prevedibile e, tutto sommato, è anche abbastanza contenuta rispetto ad altre ottiche grandangolari simili. Quello che non farei è cercare di fotografare edifici utilizzando la focale minima. L’effetto botte si amplifica notevolmente…

Per quanto in questo caso abbia esagerato io, ponendomi in posizione decentrata e inquadrando verso l'alto, a 12mm questo Nikkor ha qualche problemino con la distorisione. Foto architettoniche? Si, però...
Fotografando in situazioni di elevato contrasto si evidenziano eventuali aberrazioni cromatiche, che purtroppo sono un fenomeno strettamente correlato con l’ottica e sono praticamente ineliminabili nelle lenti delle fotocamere. L’aberrazione cromatica si manifesta con aloni colorati (molto comuni gli aloni porpora/violetto, per i quali si parla di purple fringing) che avvolgono i soggetti quando si scattano foto ad elevato contrasto.
C’è da dire che in quest’obiettivo Nikon ha fatto un eccellente lavoro, arrivando a rasentare la lode. Al centro, difatti, i fenomeni di aberrazione sono praticamente assenti su tutto l’arco delle focali disponibili e a qualsiasi apertura, con ovviamente una tendenza al peggioramento quando si chiude il diaframma ad F16 o superiori. Quando compaiono, sono generalmente limitati, con estensione solitamente compresa entro un paio di pixel ed eliminabili senza troppi problemi.

I fenomeni di aberrazione cromatica e purple fringing pur presenti sono estremamente limitati, soprattutto al centro dell'obiettivo. In questo caso, ad esempio, sia il bordo del balcone che i ferri del portavaso sono piuttosto nitidi e omogenei come colore...

...mentre quando gli stessi elementi si trovano ai bordi dell'inquadratura i problemi diventano più evidenti. Ad esempio il bordo del balcone ora ha una sfumatura porpora e i ferri del portavaso sembrano quasi cambiare colore passando dalla zona in ombra a quella in luce. Entrambe le immagini sono crop al 100% dell'immagine originale
Nonostante quest’obiettivo abbia un diaframma con solo 7 lamelle arrotondate, riesce a produrre un buon bokeh, ovvero riesce a fornire soggetti perfettamente a fuoco su sfondi gradevolmente sfocati, soprattutto in condizioni di luce ottimali e con tempi di scatto sopra 1/100 o, meglio ancora, 1/200 di secondo. Il passaggio tra soggetto a fuoco e sfondo sfocato è gradevole e lineare, senza problemi evidenti. Segno che quando un’ottica è fatta bene non dev’essere per forza di cose estremamente luminosa per ottenere un buon bokeh.
Ma a parte lo sfocato, una foto dev’essere soprattutto nitida, e quest’obiettivo in quanto a nitidezza non ha nulla a che invidiare a nessuno. Anche a 12mm si apprezza una eccellente nitidezza almeno fino ad F:11, poi qualcosina decade, ma complessivamente, a parte una minima perdita di nitidezza ai bordi e agli angoli, le foto scattate rimangono sicuramente sopra la media.

Nonostante il soggetto non sia ideale e l'immagine sia stata ridotta a dimensioni "da Web", l'effetto bokeh del Nikkor 12-24mm si apprezza comunque
La presenza di forti luci nell’inquadratura genera spesso riflessi non voluti (immagini fantasma) o rifrazioni. Per quanto a volte piacevoli, questi effetti possono creare qualche problema nelle nostre foto. Il 12-24, pur essendo costruito con cura non è esente da qualche fenomeno di flare, soprattutto a diaframma chiuso. Foto con forti fonti di luce, soprattutto quando queste sono disposte in corrispondenza degli angoli, generano quasi sempre fenomeni di flare, che possono essere eliminati del tutto o fortemente ridotti non tenendo il diaframma aperto a F:4 o F:5.6. Già da F:7 il problema comincia a diventare visibile e può rendersi notevolmente fastidioso a diaframmi ancora più chiusi. Ovviamente, il flare si presenta solo in particolari occasioni e non in “tutte” le foto fatte. Anzi, è piuttosto difficile notarlo anche nelle foto in cui è presente.

La stessa foto scattata con aperture diverse mostra come chiudendo il diaframma si presentino fenomeni di flare e ghosting. In questa foto il diaframma è ad F:4...

...in questa invece ho chiuso ad F:7. Io sono scomparso (e questo non guasta, visto il soggetto), ma sono apparsi aloni luminosi che in una foto meno inutile possono senz'altro dare fastidio.
Il prezzo di listino di quest’ottica è superiore ai 1.300 euro. Su Internet lo si trova nuovo a prezzi che variano tra i 900 e i 1.100 euro circa, mentre sul mercato dell’usato esemplari in buono/ottimo stato si trovano a prezzi generalmente non inferiori ai 650 euro. Il Nikkon AF-S 12-24mm 1:4 G ED è dunque un obiettivo decisamente fuori dalla portata e dale necessità di un amatore medio, visto che costa più o meno come due body D3100 o come una D5100 in Kit, però è sicuramente un bell’obiettivo.
Ha qualche problema quando lo si utilizza all’estremo inferiore delle focali a disposizione, ma da 18 a 24mm è praticamente impeccabile. Ottimo già a F:5,6, dà il meglio di sé tra fino a F:11, poi la qualità decresce fino alla minima apertura, pari ad F:22, ma anche in questo caso fenomeni come diffrazione, distorsioni, flare e aberrazioni cromatiche sono davvero ridotti al minimo e generalmente basta una seduta di Post Produzione per rimettere le cose a posto.
A questo punto, vi starete forse chiedendo se io lo acquisterei. Beh, la risposta è “si”. Lo acquisterei senz’altro se avessi necessità di uno zoom grandangolare di qualità. Sul mercato esistono altri prodotti dalle caratteristiche simili, ma al momento non ne ho provati altri. Questo è fatto bene, permette di scattare foto di qualità, che con un minimo di post produzione rendono davvero bene, ha qualche difettuccio che si tiene tranquillamente sotto controllo senza compromettere la qualità delle foto scattate e si comincia a trovare sul mercato dell’usato a prezzi accettabili. Complessivamente i molti pregi battono i pochi difetti.
Piccola nota finale: trattandosi di un modello DX è sconsigliato l’utilizzo su fotocamere FX e 35mm.
PRO
- Messa a fuoco veloce e accurata
- Qualità della costruzione
- Aberrazioni cromatiche quasi del tutto assenti
- Geometria dell’immagine quasi perfetta da 15 a 24 mm
- Ampio angolo di campo
- Buon bokeh
- Limitata perdita di nitidezza ai bordi
Contro
- Pesante
- Costoso (questo però dipende…)
- Distorsioni visibili, soprattutto a 12mm
- Occasionali flare, soprattutto in foto notturne con luci nella scena

L'obiettivo provato, l'AF-S Nikkor 12-24mm 1:4 G ED in tutto il suo splendore...






