5 trucchi per… scattare immagini nitide e ricche di dettagli

Posted on 11 agosto 2011 by admin

Questa consideriamola pure come la prima parte di un mini-corso in due puntate. In questa prima parte vediamo come si possa lavorare in fase di scatto e preparazione allo scatto per ottimizzare i parametri che possono garantirci foto che nulla hanno a che invidiare a quelle dei professionisti in quanto a nitidezza e ricchezza di dettagli. Il nostro scopo è quello di fornirvi le basi per sfruttare al meglio il corredo in vostro possesso, capire le potenzialità dell’obiettivo che avete montato in camera e regolare i parametri di scatto di conseguenza.
Nella prossima puntata, invece, vedremo come migliorare ulteriormente gli scatti una volta che li abbiamo scaricati sul nostro computer. Siete pronti? Si parte…

Il giusto obiettivo

Quando si è alla ricerca dell’immagine perfetta, la prima cosa da prendere in considerazione è l’obiettivo, un elemento che ai fini della nitidezza e della ricchezza di dettagli delle immagini è superiore anche alla stessa fotocamera. Per la loro nitidezza gli obiettivi preferiti dai fotografi sono quelli a focale fissa. La differenza sostanziale rispetto agli zoom è che offrono meno flessibilità, visto che questi ultimi permettono di allargare o restringere l’inquadratura sul soggetto senza doversi spostare dalla propria posizione, mentre con un obiettivo fisso ci si deve dotare di zoom… a gambe! Per il resto un fisso permette di ottenere un effetto bokeh solitamente superiore ad uno zoom, soprattutto grazie alla maggior quantità di luce passante e ai minori problemi ottici derivanti dall’utilizzo di lenti fisse piuttosto che di gruppi ottici in movimento come quelli presenti sugli zoom. Se vogliamo il massimo delle nitidezza, quindi, prepariamoci a comprare degli obiettivi fissi. La scelta non è facile, ma ci sono metodi che possono risultare decisamente utili. Se, ad esempio, amiamo realizzate ritratti e particolari, un 85mm o addirittura un 105mm è una soluzione quasi perfetta: hanno una larghezza di campo ristretta e permettono di isolare benissimo il soggetto dallo sfondo e dal contesto. Per foto “da strada” un 35mm o un 50mm solitamente assolvono più che bene il loro compito. Allo stadio si parte dai 200mm a salire, ma in questo caso più che di fotoamatori siamo in presenza di professionisti, che spesso investono decine di migliaia di euro in obiettivi da 200, 300, 400mm o superiori con i quali scattano centinaia di foto per ciascun evento per poi sceglierne al massimo una decina da proporre a giornali, riviste o siti specializzati. Amate le foto di paesaggi? Un grandangolo è perfetto. Se il 35mm è troppo “stretto” potete optare per un 14mm, perfetto per riprendere la maestosità di paesaggi montani e via discorrendo.
Giusto_Obiettivo

Scegliamo la messa a fuoco

La modalità di messa a fuoco per le vostre foto è importante. Fondamentalmente potete scegliere tra la messa a fuoco continua e quella a singolo punto. Se fotografate soggetti immobili come una natura morta o una macro, quella potete usare tranquillamente quest’ultima. Per foto a soggetti in movimento, ma anche per i ritratti (il soggetto potrebbe spostarsi proprio mentre state per scattare) la messa a fuoco continua si rivela la scelta più appropriata.
Messa_A_Fuoco

Lunghezza focale, apertura e profondità di campo

Ancora una volta tocca parlare di caratteristiche degli obiettivi. Ciascuno di essi ha proprie caratteristiche individuali che vanno ben comprese prima di poterlo utilizzare appieno. Ad esempio: a quali focali lavora meglio il vostro obiettivo? Quale apertura permette di avere grande nitidezza senza incorrere in evidenti fenomeni di diffrazione? Non sono domande semplici a cui rispondere, però tocca farlo. Prendete il vostro nuovo obiettivo, munitevi di un treppiede, che vi servirà per scattare evitando problemi di micromosso, poi scegliete un soggetto e fotografatelo a varie focali, cercando di tenere sempre fissa la dimensione del soggetto stesso all’interno dell’inquadratura. Lo so, la cosa può risultare seccante per zoom estesi come un 18-200mm, ma, credetemi, è il modo migliore per scoprire i punti di forza del vostro acquisto.
Per verificare il comportamento alle varie aperture fate la stessa cosa. Scegliete un soggetto, che in questo caso deve essere piuttosto piccolo e ricco di dettagli, poi mettete la macchina su un cavalletto e via di scatto: partite dall’apertura minima e via via andate di stop in stop fino all’apertura massima utilizzando la macchina in modalità A (priorità d’apertura). Confrontate poi le immagini al 100% (magari due o tre per volta, dipende dalla risoluzione del display che avete collegato al computer) e individuerete abbastanza facilmente le aperture migliori, ovvero quelle che vi garantiscono il massimo dei dettagli. Solitamente queste sono tra uno e tre stop sotto la massima apertura. Quest’esercizio è importante perché gli obiettivi, usati alla massima apertura tendono a produrre aberrazioni cromatiche e distorsioni, mentre chiudendo si innescano flare e diffrazione, tutti fenomeni che sono deleteri per la nitidezza delle nostre foto.
A proposito dell’apertura, ricordate che questa influenza la profondità di campo, per cui se scattate una macro o un primo piano e volete isolare il soggetto dal contesto, allora potete aprire molto per avere un bell’effetto Bokeh, ma ricordate che se il soggetto si sposta, anche solo di pochi centimetri (dipende dall’obiettivo) potrebbe non essere più a fuoco, quindi conviene sempre, soprattutto con i ritratti, chiudere di uno o due stop l’apertura. Se avete un f/4 o superiori la profondità di campo dovrebbe coprire quasi tutto lo spessore del volto, ma se avete un f/2.8 o inferiori, allora chiudete almeno fino ad f/4.
Differenza_Apertura

Che tempi di scatto uso?

Foto mosse? Colpa del tempo di scatto. Questo parametro, spesso trascurato da chi è alle prime armi, è fondamentale per congelare l’istante e scattare foto perfette. Se nelle foto in piena luce ci si può dimenticare, o quasi, di questo parametro, di notte o con poca luce le cose cambiano decisamente. Per ottenere foto senza effetto mosso si può utilizzare una semplice regola: fissate il tempo di scatto ad un valore prossimo o inferiore all’inverso della focale dell’obiettivo. Mi spiego meglio: se usate un 35mm su una fotocamera full frame, allora il tempo di scatto dev’essere di 1/35 di secondo o inferiore; se usate lo stesso obiettivo su una fotocamera con sensore APS-C, che ha un rapporto di 1,6 rispetto al full frame, la focale va moltiplicata per questo valore e quindi il tempo di scatto varia di conseguenza, passando da 1/35 ad 1/56, ovviamente il tutto va arrotondato al valore più prossimo sulla propria fotocamera. I problemi arrivano quando si usano i teleobiettivi. Un 200mm richiede un tempo di scatto di 1/200 di secondo su Full Frame e addirittura di 1/320 su fotocamera con sensore APS-C. Occhio, quindi, visto che di notte non basta avere la mano ferma…
Freeze_OK

ISO, treppiede e stabilizzatore

Se abbassando il tempo di scatto ci si trova con foto troppo scure, allora tocca alzare gli ISO, e questa non è mai una buona notizia a meno che non abbiate per le mani una reflex “Top Class”. Per quanto le moderne reflex gestiscano ad occhi chiusi ISO fino almeno ad 800, è sempre bene scattare a ISO 80, 100 o comunque alla sensibilità ISO nativa per la fotocamera che si utilizza. Se non avete un treppiede e scattate con fotocamera in mano, attivate pure lo stabilizzatore, sia esso in camera che sull’obiettivo, questo vi farà guadagnare da due a quattro stop sui tempi di scatto, e si rivelerà utilissimo soprattutto su focali lunghe. Ricordatevi di disabilitarlo se utilizzate la fotocamera su cavalletto o su monopiede: spesso allunga i tempi di messa a fuoco e non serve a nulla se la fotocamera è stabile. Un consiglio collaterale: se scattate con tempi di posa lunghi, soprattutto di notte, ricordate di alzare lo specchio prima della scatto o, se la vostra fotocamera non ha quest’opzione, utilizzate l’autoscatto, così eviterete il più possibile di trasmettere vibrazioni al corpo macchina durante la fase di scatto. Meglio ancora se utilizzate un telecomando remoto.
ISO

E per finire… si scatta in RAW!

Quando fate le foto e avete tempo per lavorarle in seguito, utilizzate senza neanche pensarci un attimo la modalità di scatto RAW. Questo formato, che assume nomi diversi in base al produttore della fotocamera (.NEF, .CDR e vari altri) memorizza la foto con tutti i relativi parametri di scatto e permette di intervenire su di essa come se fossimo ancora “sul campo”, su praticamente tutto, eccezion fatta per la messa a fuoco e la profondità di campo, ma con i consigli precedenti dovremmo aver risolto anche questo piccolo inconveniente. Vedremo in seguito come questo sia determinante ai fini della perfetta riuscita delle nostre foto. Alla prossima, e se avete apprezzato questo articolo, lasciate pure un commento sul sito…

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